Archivio Categoria: Mostre Passate

A PROPOSITO DI NIENTE – Davide Pitetti

Può esserci qualcosa di stimolante in ciò che non riteniamo importante?
Può l’occhio umano davvero cogliere tutto ciò che lo circonda?
E siamo certi che le cose interessanti siano sempre e solo quelle che tutti riescono a vedere?

Tendiamo a usare la parola niente per definire tutto ciò che consideriamo irrilevante: una semplice passeggiata, il ritorno al lavoro, la spesa quotidiana, o l’uscita domenicale con la famiglia solo perché “bisogna staccare”. Il giorno dopo, però, tutto ricomincia, e la stessa routine si ripete per altri cinque o sei giorni, e così via.

Eppure, cosa accadrebbe se provassimo a trasformare quel “niente” nel nostro “tutto”?
Forse, prestando maggiore attenzione a ciò che ci circonda, riusciremmo a interpretare il quotidiano in modo diverso. Potrebbe capitarci di incontrare un sacerdote che porta tra le braccia una statua del Bambino Gesù e chiederci cosa lo abbia spinto a scegliere un’opera di gesso piuttosto che la possibilità di diventare padre.
Potremmo contemplare un panorama meraviglioso, accorgerci che è artificiale e, allo stesso tempo, riconoscere che esiste davvero.
Potremmo guardare i nostri figli e renderci conto che il tempo che un giorno desidereremo riavere per trascorrere più momenti insieme è, in realtà, proprio quello che stiamo vivendo ora.

Tutto questo per dire che le cose accadono ovunque. E se non riusciamo a vederle, è solo perché le cerchiamo con gli occhi, invece che con ciò che portiamo dentro.

PIENA DI GRAZIA – Ilaria Sagaria

Tra mitologia, arte e fotografia, Ilaria Sagaria restituisce un immaginario complesso e stratificato, denso di simboli culturali, di rimandi artistici e di echi della psiche, esplorando lo sfaccettato universo – interiore ed esteriore – del femminino.
Le immagini narrano di fiabe mitologiche, di ritmi ancestrali, della carnalità dei corpi che si svelano allo sguardo e della gestualità che porta con sé significati profondi. Condannato alla grazia, emblema dell’inconciliabilità tra visione idealizzata e visione terrena, il corpo femminile mostra in queste immagini il suo dualismo tra estasi e tormento.
Con un sapiente uso della luce e del colore, l’artista fonde a tratti pittura e fotografia, facendole dialogare in un continuum, servendosi di dettagli e simboli che attraversano la storia dell’arte: la melagrana e i pesci rossi, simboli di fertilità, la mano di una venere il cui pacato gesto allude alla pudicizia, fino ad arrivare a immagini provenienti da archivi storici e museali, come il documento del processo alla strega Matteuccia da Todi, tra le prime donne in Europa a essere processate per stregoneria.

Si conia così un’originale attualizzazione della bellezza al femminile, proiettandola in un presente fatto di buio e luce che ancora conserva in sé l’eredità della classicità e di oscuri archetipi, in cui frammenti di un corpo in definizione si ricompongono in un ritratto collettivo, prima ancora che individuale.

ARTEMIS – Erika Pezzoli

Il rapporto tra l’essere umano e la caccia si perde nella notte dei tempi. Carola è la prima ragazza della sua famiglia ad avere la licenza di caccia ed è una delle pochissime cacciatrici della Valle d’Aosta: solo il 2% dei cacciatori infatti è rappresentato da donne.
Oggi la caccia è profondamente cambiata rispetto al passato: in Valle d’Aosta si tratta di caccia di selezione, monitorata e gestita dall’Assessorato all’Agricoltura e alle Risorse Naturali, dal Comitato per la Gestione Venatoria e dalle Guardie Forestali, a tutela della biodiversità.