Dal 3 novembre al 19 dicembre 2025, Complesso Beato Pellegrino
Inaugurazione: Lunedì 3 novembre, 10.30, alla presenza dell’autore
Visita con l’autore: Lunedì 3 novembre, 16
Giorni e orari di apertura:
Lunedì – Venerdì: 07.30-19.30
Ingresso libero
Project Location: Chernobyl, Ucraina
Il 26 aprile 1986, alle 1:23 del mattino, il reattore numero quattro della centrale nucleare di Chernobyl esplose. Fu la peggiore catastrofe tecnologica dell’era moderna, che cambiò la vita di milioni di persone. L’esplosione rilasciò nell’aria tonnellate di polvere radioattiva, che contaminò entrambi gli emisferi del nostro pianeta. Quasi tutta l’Europa fu colpita e 65 milioni di persone furono contaminate. Le aree più contaminate, che coprono 260 mila chilometri quadrati di territorio (quasi quanto l’Italia), torneranno a livelli normali di radioattività tra circa duecentomila anni. Il costo economico di questa catastrofe è stimato, in un trentennio, in migliaia di miliardi di dollari.
Dopo l’incidente nucleare di Chernobyl, fu creata una zona di esclusione di 30 chilometri di raggio intorno alla centrale nucleare. 116.000 persone furono evacuate e persero le loro case, i loro beni, il loro lavoro, insieme ai loro legami economici, sociali e familiari. Decine di villaggi furono sepolti per sempre. Ma la zona, che avrebbe dovuto essere una zona morta, alla fine non lo è mai stata. All’interno della zona c’è vita e migliaia di persone attraversano ogni giorno il confine delle radiazioni. Oggi 4.000 persone vivono nella città di Chernobyl. Si tratta del personale militare e di polizia che controlla la zona, degli operatori dei reattori che non sono ancora stati dismessi, del personale della città di servizio di Chernobyl e degli anziani che non hanno mai voluto lasciare le proprie case.
Il 24 febbraio 2022, la Russia invade l’Ucraina, iniziando la sua occupazione proprio dalla zona di esclusione di Chernobyl. L’area fu occupata dalle forze russe e completamente isolata dal resto del mondo. Per più di un mese la centrale nucleare di Chernobyl rimase nelle mani dei russi, fino al 31 marzo, quando le truppe russe iniziarono il ritiro. La vita della comunità di Chernobyl è cambiata radicalmente, i russi hanno lasciato dietro di sé devastazione e morte.
Oggi, con la guerra, la situazione è ancora più difficile per la popolazione locale. Oltre al problema delle radiazioni e della guerra, la popolazione deve affrontare anche il problema della mancanza di risorse. Già prima della guerra il sistema sanitario ucraino versava in condizioni difficili, oggi mancano le risorse per curare adeguatamente chi soffre delle conseguenze di Chernobyl.
Attualmente nove milioni di persone in Bielorussia, Ucraina e Russia occidentale continuano a vivere in zone con livelli molto elevati di radioattività, consumando cibo e acqua contaminati. L’ottanta per cento della popolazione di queste terre soffre di varie patologie. Dopo il disastro di Chernobyl, nelle zone contaminate si è registrato un enorme aumento dei tumori, delle malformazioni e di varie patologie legate alle radiazioni. E ci saranno ancora altri effetti sulle donne che al momento del disastro avevano meno di sei anni e che ora stanno iniziando ad avere figli. Solo ora inizieremo a comprendere gli effetti delle mutazioni genetiche sulle generazioni future.
Oggi la vita della popolazione locale va avanti, tra la guerra e le conseguenze dell’incidente di Chernobyl che perdurano ancora oggi e per i prossimi millenni. Chernobyl, dopo 40 anni, è solo all’inizio della sua storia.
Pierpaolo Mittica
Fotografo e regista pluripremiato, conosciuto a livello internazionale, le sue foto sono state esposte in Europa, Stati Uniti, Cina e Australia e sono state pubblicate da quotidiani e riviste italiani e stranieri, tra cui l’Espresso, Repubblica, Corriere della Sera, Days Japan International, Asahi Shinbum, The Telegraph, The Guardian, Sueddeutsche Zeitung, Spiegel, Die Zeit, Wired USA, Asian Geo, Newsweek, National Geographic USA.
Ha ricevuto più di 100 premi internazionali tra cui 7 “Pictures of the Year International”.
Ha realizzato tre documentari: Living Toxic Russia (Autore e cameraman) Sydonia 2014, Behind the Urals (Autore e cameraman) Mondo in Cammino 2015, The Zone, road to Chernobyl (regista, autore, cameraman) Subwaylab, 2018, e 35 brevi documentari trasmessi da:
Amazon Prime Video, Al Jazeera, Discovery Channel USA, RSI TV Svizzera, TVN 24 (Polonia), Societé Radio Canada (Canada), Slovakia 1 E 2 (Slovacchia), InsideOver, Internazionale.
Ha pubblicato 20 libri collettivi oltre a 9 libri personali:
“Balcani, dalla Bosnia al Kosovo”, (Interattiva, Italia 2000)
“Chernobyl la herencia oculta”, (Ellago Ediciones, Spagna 2006)
“Chernobyl the hidden legacy” (Trolley, Gran Bretagna, 2007)
“Cip non ha paura” (Centro di Ricerca Oncologico di Aviano – CRAF, Spilimbergo, Italia 2010)
“Chernobyl 20 years after” (Kashiwa Shobo, Giappone 2011)
“Ashes/Ceneri” racconti di un fotoreporter (Comune di Pordenone 2014)
“Tokai, A life in Chains”, (torri del vento edizioni, Italia), 2022
“Semipalatinsk” (Crowdbooks, Italia, 2024)
“ Chernobyl” (Gost Books, Gran Bretagna, 2024)

