CHERNOBYL 40 ANNI DOPO

Check point militare all’entrata della città di Chernobyl. La vita a Chernobyl è cambiata notevolmente durante la guerra, così come nel resto dell’Ucraina. Oggi la zona di esclusione di Chernobyl è completamente militarizzata, piena di check point e minata per impedire un nuovo attacco da parte della Russia. Chernobyl città,

Zona di esclusione di Chernobyl, 2024

La foresta brucia dietro la città fantasma di Pripyat. Il 27 aprile 2015 si è verificato uno dei più grandi incendi nella zona di esclusione.
Più di 113 km2 di foresta contaminata sono stati colpiti, spargendo nell’aria tonnellate di particelle radioattive.
Pripyat, zona di esclusione di Chernobyl, 2015.

La foto di una famiglia appesa alla parete di un ufficio all’interno della fabbrica Jupiter nella città fantasma di Pripyat. Ufficialmente produttore di componenti per elettrodomestici, la fabbrica produceva segretamente semiconduttori per l’esercito. Dopo l’incidente di Chernobyl, la fabbrica divenne un laboratorio radiologico per testare varie tecniche di decontaminazione ed operò fino al 1996.
Pripyat, zona di esclusione di Chernobyl, 2015.

La foresta rossa recentemente bruciata, uno dei luoghi più contaminati dell’area di Chernobyl, e sullo sfondo il nuovo sarcofago che copre il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl. Oggi la centrale nucleare di Chernobyl è un monumento al dolore e alla sofferenza che ha causato al mondo.
Zona di esclusione di Chernobyl, 2024

Un lavoratore all’interno della sala di controllo danneggiata del reattore n. 4, dove tutto ebbe inizio. Gli altri tre reattori della centrale rimasero in funzione dopo l’incidente e furono spenti nel 2000. Lo smantellamento dei reattori è previsto dopo il 2065, quando i livelli di radioattività al loro interno saranno scesi abbastanza da poter intervenire. Fino ad allora i lavoratori dovranno mantenere in sicurezza la centrale.
Centrale nucleare di Chernobyl, zona di esclusione di Chernobyl, 2015.

Victor, all’interno del checkpoint della città di Pripyat, lavora come guardiano da 7 anni. Il suo compito principale è quello di fare entrare nella città solo le persone autorizzate. Durante il giorno, i guardiani girano per la città in bicicletta per controllare che non ci siano visitatori illegali come stalkers o ladri alla ricerca di materiale da riciclare. Spesso attraversano la città pesantemente contaminata senza alcun tipo di protezione.
Pripyat, zona di esclusione di Chernobyl, 2015.

Lavoratori che si dirigono alla stazione delle corriere della città di Chernobyl per rientrare a casa dalle loro famiglie dopo il loro turno di lavoro. I lavoratori della zona fanno turni di 15 giorni di lavoro e 15 giorni di riposo o “decontaminazione” nelle loro case fuori dalla zona.
Chernobyl, zona di esclusione di Chernobyl, 2015.

Yuriy durante la sabbiatura dei metalli radioattivi. All’interno della zona giacciono tonnellate di metalli abbandonati e contaminati e, dal 2007, il governo ucraino ha legalizzato il loro riciclaggio con il metodo della sabbiatura. Questo processo avviene in un enorme hangar all’interno della zona dove dodici uomini puliscono e riciclano i metalli radioattivi.
Zona di esclusione di Chernobyl, 2015.

Maria Semenyuk, 78 anni, nella sua casa nel villaggio semi abbandonato e contaminato di Paryshev, all’interno della zona di esclusione di Chernobyl. Maria è deceduta il 17 maggio 2016.
Paryshev, zona di esclusione di Chernobyl, 2015.

Una volpe vaga per le strade della città fantasma di Pripyat. L’assenza dell’uomo nella zona di esclusione ha fatto si che la natura crescesse incontrollata e dilagante, seppur mutata. Inoltre la zona è diventata una specie di riserva naturale con animali come lupi, volpi, cinghiali, cervi, alci e linci e persino orsi che vivono indisturbati.
Pripyat, zona di esclusione di Chernobyl, 2015.

Ania, 23 anni, con la figlia Roma di 6 mesi, affetta da idrocefalo. Attualmente stanno iniziando gli effetti delle mutazioni genetiche sulle nuove generazioni, in quanto iniziano ad avere figli le persone che al momento del disastro avevano meno di sei anni.
Clinica pediatrica di neurochirurgia, Kyiv, 2015.

Nella città fantasma di Pripyat c’è un laboratorio dove i lavoratori riparano e rinnovano i segnali di pericolo danneggiati e consumati dal tempo e dalle intemperie. Dopo la riparazione vengono installati per indicare i luoghi più contaminati e pericolosi nella zona. Un lavoro che, vista la velocità di decadimento delle varie sostanze radioattive, dovrà essere svolto per migliaia di anni.
Pripyat, zona di esclusione di Chernobyl, 2015.